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Auto elettrica, inizia il piano per le ricariche. Enel: in due anni 15.000 impianti

Il 2015 sarà l'anno della mobilità urbana sostenibile. Uno dei punti di forza sarà l'auto elettrica, di cui in Italia ne circolano circa 5.000. Entro l'anno partirà il progetto Enel per installare colonnine di ricarica sulla rete autostradale e nelle grandi città. Sarebbero 15mila i punti di ricarica, che potrebbero essere installati, da Enel, in due anni, con un investimento per ogni colonnina tra i 2 e 4 mila euro. Un piano molto più ambizioso, necessiterebbe di 100.000 - 200.000 ricariche. Per le ricariche domestiche , manca ancora un regolamento ma, per questo aspetto, sembra che nelle prossime settimane Enel si incontrerà con l'Autorità.

BONUS GAS-LUCE

Solo il 30% dei potenziali beneficiari li richiede I pensionati di Confartigianato Veneto: "Molti hanno i requisiti ma non conoscono questo aiuto". Risparmi tra i 72 e 639 euro.

1 novembre 2014 - Per pagare luce e gas c'è lo sconto ma pochissimi lo sanno e lo richiedono. Infatti solo il 30% delle famiglie potenziali beneficiarie conosce l'opportunità offerta dal Governo con cui si può ottenere uno sconto del 20% sull'energia elettrica e del 15% sul gas, al netto delle imposte. "Sono ancora in pochissimi coloro che usufruiscono dello sgravio per pagare le bollette di luce e gas -sottolinea il bellunese Valerio De Pellegrin, Presidente Regionale dell'ANAP Veneto- peraltro le richieste più basse si riscontrano proprio nelle aree dove è maggiore il livello di indigenza, ma anche minore il grado di istruzione". Con le pensioni sempre impalpabili, la disoccupazione alle stelle, la crisi economica che continua ad attanagliare il nostro Paese ed anche il Veneto, lo stanziamento, da parte del Governo, di denaro per aiutare le numerose famiglie in difficoltà attraverso il Bonus energia appare una boccata d'ossigeno. "E' quindi opportuno ricordare -spiega De Pellegrin- che del "Bonus luce" possono usufruirne le famiglie il cui indicatore ISEE sia inferiore ai 7500 euro e coloro che, con 3 o più figli a carico abbiano un indicatore ISEE inferiore ai 20.000 euro. Inoltre possono fare richiesta del bonus coloro che abbiano nel proprio nucleo familiare una malato che utilizzi cure elettromedicali e macchinari che gli permettono di restare in vita. Questo vale, ogni anno, dai 72 ai 156 euro, e dai 177 ai 639 euro per le apparecchiature salvavita. Per quanto riguarda invece il "Bonus gas", può essere richiesto da tutti i cittadini che utilizzano gas cittadino o proveniente da enti privato. I requisiti sono un indicatore ISEE non superiore ai 7.500 euro, un Indicatore ISEE non superiore ai 20.000 euro per famiglia che abbiano più di 3 figli a carico. Questo vale da 35 a circa 300 euro l'anno". "A livello nazionale -conclude De Pellegrin- con ANAP stiamo lavorando ad una azione duplice. Una campagna di informazione verso le famiglie che, pur avendo i requisiti ed in difficoltà a pagare le bollette, non accedono ai benefici di legge e soprattutto ad una azione su Governo affinché ci sia una revisione dei parametri dell'Isee per allargare la platea dei beneficiari". Sedi dei patrona nati INAPA, i CAF di Confartigianato sul territorio e le sedi ANAP del Veneto sono ovviamente a disposizione per fornire la documentazione necessaria e l'assistenza per compilarla.

IL GOVERNO DOVRÀ INDURRE DISPOSIZIONI

Il Governo dovrà rivedere la disciplina delle accise sui prodotti energetici e sull'energia elettrica. Con la legge 11/03/2014, n. 23, il Governo è stato delegato con l'articolo 15, ad introdurre, con appositi decreti legislativi, nuove forma di fiscalità, in raccordo con la tassazione già vigente a livello regionale e locale e nel rispetto del principio della neutralità fiscale, finalizzate a orientare il mercato verso modi di consumo e produzione sostenibili, e a rivedere la disciplina delle accise sui prodotti energetici e sull'energia elettrica, anche in funzione del contenuto di carbonio e delle emissioni di ossido di azoto e di zolfo, in conformità con i principi che verranno adottati con l'approvazione della proposta di modifica della direttiva 2003/96/CE, prevedendo, nel perseguimento della finalità del doppio dividendo, che il maggior gettito sia destinato prioritariamente alla riduzione della tassazione sui redditi, in particolare sul lavoro generato dalla green economy, alla diffusione e innovazione delle tecnologie e dei prodotti a basso contenuto di carbonio e al finanziamento di modelli di produzione e consumo sostenibili, nonché alla revisione del finanziamento dei sussidi alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

IMPRESE ENERGIVORE

Con il decreto ministeriale del 05 aprile 2013, le impresa energivore potranno ottenere agevolazioni sugli oneri di sistema imputati nella bolletta elettrica. Gli oneri di sistema sono le componenti A, UC, MCT che compaiono nella fattura relativa alla fornitura di energia elettrica, che sono imposte dall'Autorità per l'energia elettrica ed il gas, ed il cui gettito è funzionale alla copertura di alcuni costi di sistema come ad esempio la gestione dello smaltimento delle vecchie scorie nucleari presenti nel Paese, l'incentivazione dell'energie da fonte rinnovabile, il finanziamento della ricerca, per consentire alle Ferrovie dello Stato un regime agevolato....ecc. Si definisce impresa energivora quell'azienda che in un anno ha consumato più di 2 milioni e 400 mila kWh di energia elettrica, ed il cui indice dato dal rapporto tra spesa elettrica e fatturato annuo supera il 2%. Già con queste precisazioni si intuisce che la stragrande maggioranza delle piccole imprese non potrà beneficiare di questi "tagli". Ridurre gli oneri per le imprese energivore, a livello nazionale, comporterà un mancato gettito presso la Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico per circa 800 milioni di euro su base annua, che deve essere colmato in altro modo. Il mancato gettito derivante dalla riduzione degli oneri per le imprese energivore, verrà comunque "coperto" da tutte le altre utenze (famiglie e aziende appartenenti al settore dell'artigianato, del commercio, dei servizi) e lo si farà applicando nella bolletta elettrica una nuova componente denominata "AE", che andrà ad aggiungersi alle altre componenti A, UC, MCT, finora presenti. Entrando nel merito dei numeri, tale componente per le utenze allacciate in Bassa tensione diverse dall'utenza domestica, è stata definita per il primo trimestre 2014 pari a 0,469 cent€/kWh (=0,00469 €/kWh). Per fare un esempio, un'azienda che consuma annualmente 50.000 kWh (cioè che spende in bollette elettriche circa annualmente 9.000/10.000 euro, IVA esclusa) dovrà pagare nel 2014 circa 234,5 euro in aggiunta ai già esosi oneri di sistema in vigore, per consentire alle imprese energivore di avere un calo degli oneri di sistema nelle loro fatture. Proporzionalmente, l'azienda che consuma circa 100.000 kWh/anno, pagherà in aggiunta, per questa nuova componente "AE" altri 469 euro/anno all'interno degli oneri di sistema, la parrucchiera che consuma circa 10.000 kWh/anno verserà circa 46,9 euro l'anno in più ... e così via in proporzione ai consumi elettrici. Rimanendo sull'esempio dell'azienda da 50.000 kWh di consumo annuo allacciata in Bassa tensione, e ipotizzando che i valori degli oneri di sistema validi per il 1° trimestre 2014 saranno uguali per tutti gli altri trimestri dello stesso anno (si evidenzia che gli stessi, esclusa la componente AE, ammontano nel 1° trim. 2014 a 6,367 cent€/kWh), si otterrà un costo complessivo di circa 3.183,6 €, di cui l'85% di esso relativo alla sola componente A3, quella che finanzia il contributo ventennale verso quanti hanno aderito ai vari conti energia per ottenere l'incentivazione sull'installazione dei pannelli fotovoltaici. Praticamente in aggiunta a questi già elevati 3.183,6 euro/annui (sulla presunta spesa annua di 9.000/10.000 euro), si sommeranno altri 234,5 euro per poter permettere di calare gli oneri di sistema verso le aziende energivore. L'azienda da 50.000 kWh/anno verserà per la Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico circa 3.418,1 euro in un anno; proporzionalmente l'azienda da 100.000 kWh/anno in Bassa tensione sborserà circa 6.836,2 euro l'anno. Da una parte si agevolano le aziende maggiormente strutturate, ma dall'altra si appesantisce la spesa alle aziende non energivore. E' evidentemente un criterio che lascia fortemente perplessi, anzi a giudizio della Confartigianato è assolutamente sbagliato e ingiusto, in quanto la pressione impositiva verso le aziende artigiane assume proporzioni sempre più rilevanti. Nella sola provincia di Vicenza se ipotizziamo che il consumo medio aziendale possa essere in via del tutto approssimativo, per le piccole imprese artigiane, pari a 40.000 kWh/anno, per circa 27.000 aziende, vorrebbe dire che il consumo energetico dell'artigianato nella nostra provincia potrebbe essere pari a 1.080.000.000 kWh/anno. Applicando la nuova componente AE, vorrebbe dire che le aziende dell'artigianato vicentino, avranno un aumento annuale complessivo dei costi energetici di circa 5.065.200 euro, che contribuiranno alla riduzione degli oneri di sistema delle imprese energivore. Ancora una volta la piccola impresa, come pure le famiglie, pagano una tassa occulta, per favorire l'erogazione di agevolazione di altri soggetti, ed in questo caso, i forti consumatori di energia elettrica.

OSSERVAZIONI AL DOC. DI CONSULTAZIONE AEEG

22/07/2013

Osservazioni al doc. di consultazione AEEG sulla ripartizione delle perdite su rete elettrica

Di seguito si riportano le osservazioni relative al documento di consultazione in oggetto. I consorzi CAEM e CENPI, rappresentanti circa 10.000 imprese, hanno ritenuto di proporre le osservazioni riportate di seguito che, se non tenute in considerazione, potrebbero avere un impatto significativo nei confronti dei consumatori finali.

NOTA INTRODUTTIVA

I consorzi energia di Confartigianato CAEM e CEnPI si sono riuniti per valutare le possibili conseguenze sui consumatori finali del documento di consultazione in oggetto. Tale documento, sebbene apparentemente interessi solo le imprese distributrici, in realtà avrebbe impatto anche sui consumatori finali, in quanto da tale consultazione potrebbero scaturire modifiche alle perdite di rete standard pagate dai clienti finali (tab.4 TIS). Attualmente le perdite medie di rete annue del sistema nazionale si stimano intorno ai 17 TWh, per un costo annuo per i consumatori di circa 1,4 miliari di euro. E' dunque un tema di grande impatto per le imprese consumatrici, che include aspetti tecnici complessi che difficilmente possono essere percepiti dal singolo consumatore. Di seguito vengono riportati gli spunti emersi.

CONSIDERAZIONI GENERALI

Si condividono gli obiettivi generali del documento, in particolare lo sforzo di conoscere in modo più dettagliato l'entità delle perdite di rete, al fine di incentivare l'aumento generale dell'efficienza del sistema elettrico con la conseguente riduzione delle perdite e dei conseguenti oneri , a beneficio dei consumatori finali. Si ritiene tuttavia, come specificato in risposta al Quesito 6, che non debba essere riconosciuta ai distributori alcuna remunerazione per le c.d. "perdite commerciali", in quanto: 1) le perdite commerciali sono in parte dovute ad errori di fatturazione dei distributori stessi, errori che non possono essere ribaltati come costi ai consumatori finali; 2) le perdite commerciali per prelievi fraudolenti fanno parte del rischio di impresa che è in capo ai distributori, e si ritiene che gli stessi abbiano gli strumenti per individuare i tratti di rete soggetti a tali perdite.

RISPOSTE AGLI SPECIFICI QUESITI

Q1: Si condivide la proposta di revisione del meccanismo di perequazione delle perdite di rete, al fine di non penalizzare le imprese che per ragioni orografiche, di concentrazione, o altre, risultano più svantaggiate. Tuttavia dal punto di vista metodologico appare dubbia l'opportunità di lasciare in capo alle imprese distributrici stesse l'opportunità di fornire profili standard per i calcoli di load flow, così come indicato al punto 3.3c del Documento. Questo infatti potrebbe generare una stima non corretta delle perdite di rete, stima che potrebbe essere utilizzata in futuro dall'Autorità per una revisione non adeguata della tab. 4 del TIS. Q4: si condivide l'approccio alternativo della misura Q5: si ritiene opportuno che i Distributori comunichino tempestivamente le eventuali modifiche apportate alla rete. Q6: L'introduzione del fattore PSC non è ritenuto equo in quanto si ritiene che le perdite commerciali non debbano essere poste a carico dei consumatori. Infatti tali perdite sono dovute a: • errori di fatturazione, e/o errata programmazione dei misuratori da parte dei distributori: gli eventuali costi delle inefficienze ed errori dei distributori non possono essere pagati dai consumatori finali;

  • errori di fatturazione, e/o errata programmazione dei misuratori da parte dei distributori: gli eventuali costi delle inefficienze ed errori dei distributori non possono essere pagati dai consumatori finali;
  • prelievi fraudolenti: si ritiene che i distributori abbiano tutti gli strumenti per monitorare eventuali prelievi fraudolenti incrociando opportunamente i dati di misura di cui dispongono (immissione/prelievo), anche attraverso l'ottimizzazione dei sistemi di controllo.

Si ritiene pertanto che le c.d. "perdite commerciali" debbano essere completamente eliminate dalle bollette dei clienti finali. Nell'auspicare la presa in considerazione delle osservazioni proposte, si coglie l'occasione per porgere cordiali saluti.

IL PRESIDENTE CAEM

Matteo Segafredo

IL PRESIDENTE CENPI

Eugenio Massetti