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  • 28/06/2021 - A2A Energia Spa vince l’asta nel Veneto per la fornitura di elettricità alle imprese che utilizzano il “Servizio a Tutele Graduali”

24/12/2021 - Incontro di Confartigianato con alcuni parlamentari per sollecitare il Governo ad adottare soluzioni adeguate.

La corsa agli aumenti tariffari dell’elettricità e del gas sembra non avere fine. Una situazione che sta mettendo in difficoltà molte aziende indipendentemente dalla dimensione. “Come Confartigianato Imprese Vicenza - commenta il presidente Gianluca Cavion- stiamo da tempo sollecitando il legislatore affinché venga deliberato anche per il primo trimestre del 2022 l’abbattimento degli oneri di sistema per le piccole imprese. Questo, se non risolverebbe il problema degli aumenti tariffari, almeno ridurrebbe in maniera relativamente significativa il costo totale della bolletta energetica. Se ciò non accadesse c’è il serio rischio che le imprese sospendano l’attività per qualche settimana o mese, soprattutto quelle i cui costi per l’energia elettrica e il gas hanno una forte incidenza rispetto a quello del lavoro”.
Proprio per fugare questo pericolo, qualche giorno fa il presidente di Confartigianato nazionale, Marco Granelli, insieme alle altre associazioni rappresentative dell’artigianato, ha organizzato l’incontro “Caro energia, non spegniamo le pmi”, alla presenza di alcuni parlamentari di tutti gli schieramenti politici. Erano infatti presenti gli onorevoli Gianluca Benamati (Pd), Galeazzo Bignami (FDI), Massimiliano De Toma (FDI), Sara Moretto (Italia Viva), Luca Squeri (FI), Riccardo Zucconi (FDI) e i Senatori Paolo Arrigoni (Lega Nord) e Gianni Girotto (M5S). Erano presenti e sono intervenuti inoltre il Presidente dell’Acquirente Unico Filippo Bubbico e Massimo Ricci, direttore della divisione energia di Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Obiettivo dell’incontro: sollecitare un forte intervento strutturale degli oneri di sistema presenti in bolletta.
“Questo significa che ci attendiamo non solo l’abbattimento di tali oneri nel prossimo trimestre 2022, ma anche che i costi senza alcuna diretta relazione con l’energia elettrica o il gas forniti vengano definitivamente eliminati e spostati, se ancora utili al Paese, nella fiscalità generale. Durante l’incontro – continua Cavion - Confartigianato ha ricordato che le piccole imprese italiane pagano il prezzo dell’energia più alto d’Europa, superiore del 33,5% rispetto alla media dei Paesi Ue. Inoltre i piccoli imprenditori pagano l’elettricità quattro volte in più rispetto alla grande industria secondo un assurdo meccanismo del ‘meno consumi, più paghi’ applicato agli oneri parafiscali in bolletta e che gonfia del 35% il costo finale dell’energia per le nostre aziende”.

Presente all’incontro anche Loris Rui, direttore del consorzio CAEM, struttura di riferimento di Confartigianato Vicenza per le forniture energetiche, che con la presentazione di alcune tabelle ha evidenziato il forte aumento previsto per la spesa energetica nel 2022 nei diversi settori artigiani. “Costi per i quali – ha spiegato Rui - è necessario un intervento legislativo ben superiore ai 3 miliardi di euro (oggi 3,8 miliardi di euro). L’intervento legislativo di riduzione degli oneri di sistema poi andrebbe fatto soprattutto per le utenze domestiche e per tutte le piccole imprese con tariffe indicizzate o per quelle con tariffe fisse contrattualizzate dal mese di agosto, ovvero quei soggetti che effettivamente nel primo trimestre del 2022 subiranno i fortissimi aumenti tariffari e che peraltro già stanno subendo”.
Unanimi e condivise le preoccupazioni e le proposte espresse da Confartigianato dai parlamentari presenti che hanno dichiarato il loro impegno per la mitigazione dei costi energetici del primo trimestre 2022. 
Altro problema per le imprese, segnalato da Confartigianato Vicenza, riguarda la necessità di avere le idee chiare sulla crescita della spesa energia per il prossimo anno.

“A tale riguardo, e al fine di permettere alle aziende associate di avere indicazioni precise sulla potenziale spesa mensile della materia energia e gas del 2022 riferita all’andamento della borsa elettrica - segnala Cavion-, è stato predisposto dal CAEM un apposito simulatore cui si può accedere tramite il sito di Confartigianato Vicenza o quello del consorzio CAEM. Nel frattempo, restiamo in attesa delle decisioni del legislatore”. 

14/12/2021 - Caro tariffe energia elettrica e gas. La preoccupazione di Confartigianato per la sopravvivenza di tante aziende

“Non riusciamo a prendere gli ordini perché non troviamo manodopera aggiuntiva e a ciò si aggiungono le tensioni relative ai costi e all’approvvigionamento di materie prime tra le quali spiccano l’energia e il gas con una situazione che ci allarma molto in quanto una parte delle imprese rischia addirittura di chiudere per l’impossibilità di trasferire i maggiori costi sulla committenza”: così Gianluca Cavion, presidente di Confartigianato Vicenza, sottolinea l’attuale situazione delle imprese.

Il caro tariffe di energia elettrica e gas infatti sta incidendo pesantemente su aziende e famiglie, spesa destinata a salire con l’inverno alle porte. Una situazione che - evidenzia Confartigianato Imprese Vicenza – avviene perché molte piccole aziende hanno contrattualizzato tariffe legate all’andamento della borsa elettrica, sostenendo così costi non prevedibili e in continuo aumento.  Nel solo mese di ottobre, ad esempio, il salto tariffario per l’energia elettrica rispetto al mese precedente è stato del 40%.

 “Preoccupano le tariffe di questo ultimo trimestre dell’anno e ancor di più quelle del 2022, anche se è previsto per il gas naturale una riduzione dal periodo primaverile, previsione però tutta da dimostrare”, continua Cavion.

Gli aumenti delle tariffe dell’energia elettrica e del gas stanno, infatti, mettendo in seria difficoltà molte imprese, in particolare quelle di piccole dimensioni. In questa fase sottoscrivere nuovi contratti con forniture a tariffa fissa (quindi molto alte) appare non conveniente perché comporterà il mantenimento delle stesse per l’intero periodo contrattuale. Nel contempo, sottoscrivere contratti a tariffa indicizzata comporterà costi molto alti per il primo trimestre, che è il periodo dell’anno con maggiore utilizzo di energia elettrica e gas, sperando poi di poter beneficiare degli eventuali cali dell’andamento della borsa elettrica, di cui però non c’è certezza.

“La situazione è insostenibile. Le imprese non possono vivere sull’incertezza e il timore di quel che può accadere da qui alla primavera. Come si può programmare la propria attività? – si chiede Cavion-. Il CAEM, che è il consorzio di nostro riferimento per le forniture di energia elettrica e gas, che opera per diverse migliaia di piccole imprese, ha fatto alcune simulazioni sugli aumenti nel 2022, sulla base dell’attuale andamento del prezzo della borsa elettrica sia sul gas che sull’energia. Ne emerge uno scenario davvero incerto”.

Rispetto 2021 un’azienda della plastica che utilizza annualmente 2,5 milioni di kWh avrà un aumento della spesa della materia prima del 205%, passando da 186.257 euro a 566.398 euro; un’azienda meccanica con 1,2 milioni di kWh/anno subirà un aumento del 202%, passando da euro 88.034 euro a 266.360 euro. L’aumento per un’azienda della ceramica con 20.790 kWh annui sarà del 178%, passando da un costo materia prima di 1.798 euro a 4.997 euro, mentre per il gas con 1.981 mc mensili l’aumento sarà del 246%, passando da un costo medio mensile di 450 euro a 1.558 euro. Un caseificio che consuma 534.753 KWh/anno avrà un aumento del 197%, con costi che passeranno da 42.225 euro a 125.506 euro, mentre per il gas a fronte di un consumo mensile di 17.163 mc avrà un aumento del 276%, passando da una spesa media mensile di 3.575 ero a 13.444 euro. Un molino con 1.370.000 kWh annui passerà da un costo del 2021 di euro 99.338 a euro 303.236 con un aumento del 205%.

“Sono solo alcuni esempi di quello che succederà se il livello della borsa elettrica si manterrà com’è attualmente anche per il 2022 - aggiunge il presidente-. Ecco perché ci aspettiamo un intervento legislativo che vada ben oltre i 3 miliardi dichiarati e messi a disposizione dal Governo. È il momento che tutti i soggetti pubblici, per quanto in loro potere, intervengano con formule di abbattimento dei costi energetici”.

Nel frattempo in questi giorni l’Acquirente Unico nel corso di un’audizione alla Camera sull’andamento dei prezzi dei prodotti energetici ha affermato che “sulla base delle informazioni ad oggi disponibili e dei livelli attesi sui mercati internazionali del gas, nel primo trimestre del prossimo anno si potrebbe determinare un aumento delle condizioni economiche della maggior tutela di ben oltre il 20%, rispetto all’ultimo aggiornamento trimestrale, nonostante le azioni predisposte dal Governo sugli oneri. Un peso ulteriore e ormai insopportabile per molte piccole imprese e per famiglie.

11/10/2021 - ENERGIA: nel secondo trimestre i consumi di elettricità rilevati dal CAEM (Confartigianato) segnano un +26,3% rispetto allo stesso periodo del 2020, ma sul 2019 segnano ancora il passo con un -2,4%

Che la ripresa sia un dato di fatto, perlomeno rispetto al 2020, è sotto gli occhi di tutti, ma si può parlare di una reale ripresa economica tenendo come riferimento i dati del primo anno di COVID? Oppure si devono confrontare dati e informazione di oggi e quindi del 2021 rispetto a quelli pre pandemici? È proprio sulla base di questa considerazione che il consueto Osservatorio trimestrale sui consumi di energia elettrica del CAEM, il Consorzio di riferimento per Confartigianato Vicenza per le forniture di energia elettrica e gas, con dati reali e riferiti soprattutto alle piccole imprese, rileva che non sono ancora stati recuperati i livelli di consumi di energia elettrica pre-pandemia.

I dati rilevati dai consumi effettivi di energia elettrica analizzati su un campione di 4438 imprese evidenziano nel secondo trimestre 2021 un calo del -2,4% rispetto a quelli dello stesso periodo del 2019.

“Come era prevedibile - commenta Gianluca Cavion, presidente di Confartigianato Imprese Vicenza -, nel secondo trimestre 2021 è stato riscontrato dall’Osservatorio del CAEM un forte incremento tendenziale dei consumi di energia elettrica con un +26,3% rispetto al secondo trimestre 2020. In effetti, ci aspettavamo un risultato positivo dei consumi elettrici anche perché nel periodo marzo-giugno 2020, con il lockdown, molte imprese avevano momentaneamente sospeso la loro attività. Prendiamo invece atto che i livelli di consumo pre-pandemici, anche per questo secondo trimestre, non sono stati raggiunti, e si aggiungono al -2,3% di consumi di energia del primo trimestre 2021 rispetto a quello del 2019”.

“Purtroppo – prende atto Cavion - siamo ancora in sofferenza in alcuni settori come l’abbigliamento e i servizi: meno energia equivale a meno lavoro, cui aggiungiamo il problema del forte aumento del costo delle materie prime, incluso quello spropositato dell’energia elettrica stessa che negli ultimi 9 mesi ha visto aumentare il PUN – riferito alla borsa elettrica del 155%”.

Nel secondo trimestre 2021 l’Osservatorio CAEM rileva il trend positivo dei consumi di energia elettrica di tutti i settori economici, come altrettanto tutti erano stati coinvolti dalla forte contrazione registrata nel secondo trimestre dello scorso anno. Trend positivo generalizzato, che però evidenzia che solo il settore della produzione ha recuperato i livelli di consumi elettrici pre-pandemia, segnando un +1,9% rispetto al secondo trimestre 2019.

“È chiaro che siamo in un anno ancora particolare - continua Cavion -, non dimentichiamo che siamo ancora in emergenza COVID, ma cerchiamo di guardare con fiducia al futuro e, nel caso specifico dell’energia elettrica ma anche del gas, auspichiamo interventi strutturali sulla composizione della bolletta soprattutto per quanto riguarda gli oneri generali di sistema che pesano troppo sui costi complessivi. Ormai il costo reale dell’elettricità equivale al 40% della bolletta, tutto il resto si giustifica in parte e merita una revisione. Al momento – conclude - cerchiamo di guardare il bicchiere mezzo pieno, apprezzando comunque i dati del 2° trimestre 2021 rispetto a quelli del 2020, ma riservando attenzione anche quelli del 2019”.

Gli andamenti rilevati per settore dall’Osservatorio sono i seguenti: alimentazione (+11,5% ma sul 2019 -5,0%); ceramica e vetro (+40,1% ma sul 2019 -3,3%); metalli preziosi (+52,0% ma sul 2019 -9,3%); odontotecnici (+41,9% ma sul 2019 -2,9%); estetica e acconciatori (+57,9% ma sul 2019 -16,8%); arti sanitarie (+13,0% ma sul 2019 -21,4%); edili (+21,1% ma sul 2019 -4,7%); comunicazione (+33,3% ma sul 2019 -5,8%); legno e arredo (+40,6% ma sul 2019 -2,0%); carrozzerie (+21,4% ma sul 2019 -1,3%); autofficine e affini (+13,1% ma sul 2019 -8%); trasporto (+22,0% ma sul 2019 -4,2%); pulisecco (+18,8% ma sul 2019 -14,6%); abbigliamento (+31,3% ma sul 2019 -12,0%); platica (+27,4% e sul 2019 +0,3%); chimica (+31,8% e sul 2019 +6,5%); meccanica ed elettromeccanica (+26,4% e sul 2019 +2,3%).

08/10/2021 - Elettricità +29,8%, gas +14,4% per chi è fornito nel mercato tutelato. Il presidente degli artigiani di Vicenza “è il quinto aumento consecutivo che ARERA delibera. Eliminiamo dalla bolletta gli oneri impropri.

L’aggiornamento trimestrale delle tariffe di energia elettrica e gas deliberato da ARERA chiude il dibattito di queste ultime settimane. Da ottobre a dicembre l’elettricità aumenta del +29,8% e il gas del +14,4% per tutti coloro che sono ancora in fornitura nel mercato tutelato (famiglie e microimprese in bassa tensione con potenza contrattualmente impegnata inferiore a 15 kW). Gli annunci dei possibili aumenti fatti dal ministro Cingolani erano seri e realistici. Il conseguente intervento governativo per 3,5 miliardi di euro ha permesso di contenere gli aumenti previsti che in caso contrario sarebbero stati del +45% per l’elettricità e +30% per il gas. “Non si può dire che non ci aspettavamo aumenti importanti, così si esprime Gianluca Cavion presidente di Confartigianato Vicenza, ma speravamo in qualche punto di percentuale in meno visto l’intervento Governativo sugli oneri di sistema. Questo è il quinto aumento consecutivo che registriamo nel mercato tutelato e riteniamo che non sarà l’ultimo in quanto non si colgono segnali che vanno in controtendenza rispetto alla situazione di questi ultimi mesi, anzi siamo molto preoccupati per i continui aumenti del gas per le nostre centrali termoelettriche e per i permessi di emissione della CO₂ che pesano moltissimo sulle nostre bollette. Ci aspettiamo peraltro interventi strutturali sulla bolletta elettrica, non possiamo continuare a sostenere costi che con l’energia effettivamente utilizzata nulla hanno a che fare. Una situazione veramente molto pesante per le famiglie italiane, basti pensare che nel trimestre ottobre/dicembre 2020 nella fascia oraria giornaliera la tariffa applicata per la materia prima energia e le perdite di rete era di 0,06467 €/kWh e in quella notturna era di 0,05220, mentre quella giornaliera applicata nel trimestre ottobre/Dicembre 2021 sarà di 0,20650 €/kWh e quella notturna sarà di 0,18522 al kWh. Per il gas per gli stessi periodi si passa da 0,144833 €/mc del 2020 a 0,499211 €/mc. Aumenti poco diversi anche per le imprese che sono ancora nel mercato di maggior tutela, ad esempio con Servizio Elettrico Nazionale. Si tratta di aumenti tariffari che in un anno si sono avvicinati al +220% se pensiamo alle tariffe di giorno dell’elettricità, e di circa il 250% se ci riferiamo alle tariffe notturne o a quelle del gas. Difficile rimanere indifferenti di fronte a questi numeri, continua Cavion, visto che non siamo di certo in un momento ideale per l’aumento dei costi. La questione dei costi della bolletta del gas e dell’energia terrà banco ancora per molto tempo, peraltro si aggiunge al fatto che il mercato tutelato fra poco più di un anno verrà a cessare e tutti dovranno scegliere il proprio fornitore nel libero mercato, e chi non lo farà si troverà un diverso fornitore per effetto di un meccanismo di aste territoriali. Per questo invito i nostri associati ad aderire alle nostre proposte sul tema delle forniture di gas ed energia. In particolare per le imprese abbiamo attivo ormai da 20 anni il consorzio CAEM che si occupa di negoziare le tariffe con i fornitori e inoltre abbiamo un importante accordo con AIM Energy per le forniture delle utenze domestiche che prevede sconti reali calcolati non su tariffe proprie ma bensì su quelle stabilite da ARERA, ovvero quello di cui oggi stiamo lamentando i forti aumenti. Nei nostri uffici territoriali possono comunque essere richieste informazioni sia sull’aumento delle tariffe che sulla possibilità di aderire alle proposte della nostra associazione”

29/09/2021 - Le bollette dell’energia elettrica e del gas non vedranno quel forte aumento previsto grazie all’intervento del Governo.

Cavion (Confartigianato): “Apprezziamo la decisione del Consiglio dei ministri, ma attendiamo modifiche strutturali della bolletta”.

Con il via libera del Consiglio dei Ministri al Decreto Legge contro l’aumento delle bollette, si ha la certezza che nel quarto trimestre i costi dell’energia elettrica e del gas per le famiglie e per le piccole imprese non vedranno quel forte aumento previsto. “Dopo che il Ministro Cingolani aveva dichiarato che nel quarto trimestre gli aumenti sarebbero stati per l’energia del 40% e del gas del 30% - spiega il presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, Gianluca Cavion - è stato finalmente chiaro a tutti che la situazione non poteva essere ulteriormente tollerata. Nel 2021 le tariffe elettriche sono fin da gennaio in continuo aumento, arrivando ormai a raddoppiare quelle del mese di dicembre 2020. Apprezziamo quindi la decisione del Consiglio dei ministri di non applicare, nell’ambito della fornitura di energia elettrica, gli oneri di sistema nell’ultimo trimestre di quest’anno alle utenze domestiche e a quelle non domestiche e delle piccole imprese con potenza disponibile fino a 16,5 kW. Una decisione che fa seguito a quella analoga presa nel periodo estivo. Altrettanto importante - prosegue Cavion - è la decisione di non applicare, sempre nell’ultimo periodo dell’anno, le aliquote relative agli oneri generali del gas, una operazione che permetterà il contenimento dei costi in bolletta, cui va aggiunta la riduzione dell’IVA al 5% da applicare alle somministrazioni di gas metano per combustione per usi civili e industriali. Prendiamo quindi atto che le richieste fatte come Confartigianato sono state recepite rapidamente, cosa inusuale nel nostro Paese, e speriamo che parta altrettanto velocemente anche la revisione strutturale della bolletta elettrica con un intervento mirato sugli oneri generali di sistema, che oggi hanno al loro interno anche costi che poco hanno a che fare con la bolletta stessa. Rimane poi comunque aperto il problema dei continui aumenti tariffari del gas e dell’elettricità, che hanno raggiunto picchi che non si vedevano da molti anni e che stanno mettendo in crisi famiglie e imprese”.

“Se continua così il 2022 sarà un anno pesantissimo per le piccole imprese; per questo ci aspettiamo modifiche strutturali alla bolletta, spostando nella fiscalità generale quello che non c’entra con i consumi elettrici. Oggi però prendiamo atto con soddisfazione della decisione del Governo, per noi non scontata. Infine un apprezzamento va fatto anche per la decisione di rafforzare da ottobre a dicembre il bonus sociale elettrico e gas a favore delle famiglie svantaggiate o con gravi problemi di salute”.